Terzo appuntamento con le audizioni di X Factor

Bentrovati a questa terza ed ultima puntata dedicata alle audizioni di X Factor. Prima di tutto volevo scusarmi se arrivo in ritardo, ma per motivi medici lo scorso week end stavo vagando per casa ad una velocità pari a quello di una tartaruga lamentandomi di tutto. Una bella persona, insomma.
Ma torniamo a noi. Ultima sera di audizioni prima dei Boot Camp, detti anche “gioco della sedia” per chi frequentava da bambino l’oratorio come me.

Ci sono stati dei fenomeni in questa puntata. Tanti fenomeni. Sia nel bene che nel male.

Mooseek

Detti anche la band con la frangetta che riescono a riportarci negli anni della nostra disadattata adolescenza quando ancora non erano nati gli UnaDirezione o i 5Secondi di Estate. La loro interpretazione è stata molto sentita e molto bella.

Marco Gori

Faccia da bravo ragazzo, che non si impegna più di tanto a scuola e che, se non passa, ha deciso di dedicarsi con tutta l’abnegazione di un eremita dell’Isola d’Elba, alla cura degli scoiattoli geneticamente modificati e in formato zombie di Nervi, lasciando la ragazza (che viene salutata con un casto bacio sulla guancia) e tutte le sue aspettative di intraprendere una carriera come interprete. Dall’italiano allo scoitattolese, ovviamente.
Porta “Grace Kelly”. E la fa bene. Ma resta comunque simpatico come “una raccomandata di Equitalia”.

Enrica Tara

Lei è quella con la mamma che tutti noi amanti del genere trash vorremmo avere: poco appariscente, poco invadente, che ci conforta e ci incoraggia con parole che solo noi possiamo comprendere in tanti anni di assidua frequentazione. Purtroppo non si riescono a reperire fotografie della madre a causa di un firewall installato dalla gang delle truccatrici sul web. Ma vi posso confermare che era sobrio e ben equilibrato.

Giuseppe Borchia

Su questo personaggio vorrei aprire mille e mille parentesi. Sono vecchia e non comprendo perché uno debba mettersi la bandana, tirare fuori quel popò di ciuffo e poi mettersi il cappello. Ma soprattutto: perché un anello al naso a cui potrebbe essere inserita una corda da buoi. Perché?
Quando serve la Ventura e le sue doccia di umiltà, non ci sono mai. #uffa
La sua scelta di portare una canzone come “Bring me to life degli Evanescence”, non è passata inosservata. Ovviamente non per la bravura. Ricordatevi, nel caso lo incontraste sulla vostra strada, di due cose: che con lui si parla solo inglese e che non è lui a porsi male nei confronti degli altri, ma sono gli altri.
Benedetta Simona, quando c’eri tu non succedevano queste cose.

Federica Moriconi

E poi torna Lei. Per Federica, che si era già presentata l’anno passato, sempre vestita molto sobriamente, il posto nella top ten dei nostri beniamini trash è assicurato come i tacchi sono assicurati alle sue molto sobrie scarpe.

Andrea

Che dire. Ci ha riportato i Guns’n’Roses in Italia, miscelandoli con i Minions. Ma che voce. Un look un po tutto sbagliato a detta di Carla Gozzi ed Enzo Miccio, ma per il personaggio che interpreta e per la canzone che porta, sono adattissimi. Manca solo la chioma e la bandana. Si presume che l’abbia presa in prestito (senza riconsegna del materiale) Giuseppe Borchia.

Alba e Davide

Sono due ragazzi italiani che vivono a Londra (lo si evince dal fatto che lui, durante le decisioni riguardo lei, parla in slang londinese come se fosse sempre nato e vissuto nella fuligginosa capitale inglese). Lui e la sua chioma che ricorda le acconciature anni 70 Afro o Telespalla Bob (scegliete voi chi vi sta più simpatico), lei che dimostra di avere più anni della realtà. Il confronto con Caparezza partirebbe subito, ma si perderebbe subito il pettine.

Van Houtens

Ve li ricordate i Fratelli Disagio della edizione 7? Ecco, loro sono una versione un po diversa. Un po cresciuta, molto british, molto bolognesi e con due genitori che non li hanno seguiti ai casting, se non con due cartonati in scala 1:1. E questo farebbe pensare un po tutti noi, se messi al posto loro. Lui è il 5o Beatles della fase psichedelica del gruppo, mentre lei è quella che, al pranzo della domenica, porta la formaggiera in tavola, prima di mangiare i tortellini. Ho parlato non a caso di tortellini, infatti, la loro canzone è un inedito dedicato al Giovanni più famoso d’Italia. Giovanni Rana. Si. Proprio lui.

Sheffo

Piccola star di YouTube che dice di avere tanti mila iscritti sul suo canale. Ma che, anche se regala baci alle sue fans anche nei momenti in cui dovrebbe rispondere alle domande della giuria, non riesce a raggiungere i 4 si necessari per passare ai Boot Camp. Era quasi quasi simpatico.

Karmel

Fratello segreto delle Kamel (light) è un ferroviere e presenta un brano inedito molto in stile con la trasmissione. Il titolo è “Io non ho l’X Factor”, un brano complesso sia nella base che nelle parole.

Sara Loreni

Allora. Io sono di Fidenza, come lei. Parlo esattamente come lei, con quella erre fidentina che ogni tanto porta a non essere compresi dalla intera popolazione del mondo. Quindi se volete qualche lezione sulla pronuncia alla fidentina, potete parlare direttamente con me. Di altre cose, in comune con lei, non ho nulla: perché io alle media sono stata estromessa (o meglio diffidata), dal professore di musica (e dalla Musica intera) a tenere in mano un qualsiasi strumento musicale. E, ad anni di distanza, non poso che dare ragione a quel professore! Altrimenti mi ritrovavate a calcare il palco di X Factor portando una canzone qualsiasi di uno dei miei autori preferiti.

Eva

A dispetto del nome, è un ragazzo con la chitarra che si presenta (strumenti strani, in questa puntata di audizioni non ce ne sono stati…) alla giuria e che porta un brano che non riesce ad arrivare alla giuria. Personalmente mi ha toccato tanto, ma io non faccio testo perché in quel momento ero ancora in balia degli scombussolamenti dell’anestesia.

Valerio Ferraresi

La parentesi fan, non poteva mancare in questa puntata. Stavolta una intera famiglia ha decretato che il nonno, andase a reclamare abbracci, autografi per tutta la famiglia. Il bello di questo concorrente è che riesce a far ballare il liscio a Skin! Non è fantastico? Oltre a far ballare Skin, canta anche un po di liscio, ma per la giuria, è “No” al canto, un poker di “Si” alla simpatia. Ma non si va avanti con 4 si per la simpatia.

Iron Mais

Voglio il loro poster in cameretta. Anche se una cameretta non ce l’ho più da alcuni anni. Sono pazzi, sono simpatici e le salopette mi fanno impazzire. Ecco, se si potessero avere tutte le loro salopette, io sarei una anima in face per tutto il resto del tempo. Dicono di venire dalla Brianza, ma in realtà sono del Tennesse. Oh, yeah baby! Dal profondo Tennessee. Fanno musica agricola, che una volta veniva chiamata “country”. Sono divertenti, irriverenti e sono i tipici cugini americani di campagna.

Nei prossimi giorni arriverà anche l’articolo sui Boot Camp. Io i miei preferiti li ho già, però sono curiosa di sapere i vostri. Me lo dite?
Ringrazio anche i seleziosi collaboratori che con i loro tweet hanno permesso di creare questo strampalato articolo.

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