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Mirko e Licia

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Gli anni 80 rappresentano il tempo della nostra infanzia. Essere bambini nel decennio più trash della storia dell’umanità ha indubbiamente influenzato il nostro sviluppo psicofisico. Se poi a questo aggiungiamo il palinsesto televisivo che ci faceva compagnia nei pomeriggi dopo la scuola, il disastro è completo.

Uno dei programmi più seguiti in quegli anni è “Love me Licia”, serie tv andata in onda su Italia Uno e ispirata al cartone “Kiss me Licia”. Protagonisti della serie erano Cristina D’Avena e Pasquale Finicelli che interpretavano, rispettivamente, Licia e Mirko.

Nel mese che abbiamo dedicato all’amore, abbiamo scelto la coppia più disadattata della televisione dell’epoca. Come dimenticare lei vestita da vecchia che sospira continuamente pensando al ragazzo dal ciuffo rosso, conciato con oscene felpe sbiadite e con il carisma di un bradipo sedato con la morfina?

A rivedere ora quel programma viene da chiedersi come diamine abbia avuto successo? Un concentrato così forte di disagio, dialoghi imbarazzanti, sorrisi-paresi, arredamenti da film dell’orrore e look che spedirebbero Enzo Miccio direttamente in terapia intensiva al solo guardarli, probabilmente non s’era mai visto prima. Beata ingenuità dell’infanzia che riusciva a vedere del tenero in quel carrozzone indecente. Già la sigla era un capolavoro. Continua a leggere

Disagio a Tremila: la classifica di Gennaio 2016

classifica gossipOggi vi parliamo dei piccoli e grandi nomi che hanno tenuto alto il termometro del disagio tra Novembre 2015 e Gennaio 2016.

Perché gli anni passano, ma i disadattati restano.

7 | CLAUDIO LIPPIclaudio lippi
La vita sa essere dura. A parlarcene non è un antropologo sociale né Nando Pagnoncelli ma Claudio Lippi, in uno sfogo nel salotto di Domenica Live. Il conduttore descrive il malore che l’ha costretto a disertare il capodanno RAI come la diretta conseguenza della sofferenza e dello stress che lo stanno attanagliando ormai da anni. Tradito da colleghi e cattivi consiglieri, Claudio si è ritrovato senza casa, macchine di lusso, e con un’irrefrenabile voglia di raccontare i cazzi propri a Barbara D’Urso. Settimo. Continua a leggere

Disagio a tremila: la classifica di Luglio 2015

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Benvenuti al nostro primo appuntamento ufficiale con la rubrica “Disagio a tremila”. Come vi abbiamo già spiegato lunedì scorso nel post introduttivo, vi daremo in pasto i sette personaggi dello spettacolo che nell’ultimo mese hanno fatto impennare i contatori Geiger dell’imbarazzo. Simpatici, antipatici, famosi, meteore: non importano le buone intenzioni o il grado di popolarità, sono tutti in corsa per contendersi un ambito premio. Quello del disadattato del mese.

Abbiamo fatto di tutto per mettervi a vostro agio:

  • Una grafica pacchiana per ricordarvi i lunghi tempi di attesa dalla parrucchiera del quartiere
  • Una selezione di qualità che solleticherà anche i palati più difficili
  • Splendidi gadget in omaggio, come le infradito biologiche in tōfu o il braccialetto dell’amicizia autografato da Sabrina Misseri *
* solo nelle peggiori edicole

Siete pronti? Mettetevi comodi e gustatevi  la classifica più disadattata della rete.

7 | ENRICO RUGGERIenrico ruggeri

“Le stelle sono tante, milioni di milioni…” canta Ruggeri in un jingle pubblicitario che ha acceso la polemica in rete riguardo la scelta del cantautore di prestare la voce ad uno spot di salumi. Insomma, alcuni fan non ci stanno, ma il buon Enrico ci tiene a replicare e a dire la sua: parlando di colleghi che hanno compiuto scelte analoghe, di mecenatismo, di denaro come fonte di indipendenza creativa e di “una bella business class per arrivare più in forma al concerto“. Parole sacrosante, ma il tono vagamente polemico e livoroso le dequalifica a sfogo di chi il salame non l’ha digerito proprio bene. Coincidenza vuole che il jingle in questione rievochi prepotentemente parte del background artistico del cantante, fatto di alieni, apocalissi maya e… Daniele Bossari. Anche questo, carissimo Enrico, ha aiutato a tenerti alto in graduatoria e a guadagnarti questa settima posizione. Senza mistero alcuno. Continua a leggere

GD: Patatini

GD Patatini

Torniamo finalmente a presentarvi un altro soggetto disadattato. Protagonista di oggi è “Patatini”, fantastico personaggio di qualche anno fa della mitica Lucia Ocone (che noi amiamo!!).

Patatini è una donna dal nome reale sconosciuto che commette un gravissimo errore: sposa un deficiente, un uomo insopportabile, da lei ribattezzato “rompicojoni”.

Il rompicojoni ha una voce irritante, la tormenta cantando a letto motivetti resi ancora più irritanti dai suoi acuti bestiali, non la soddisfa sessualmente e finisce per scatenare nella malcapitata moglie un odio viscerale verso il coniuge.

Lei disperata tenta di porre rimedio, proponendo anche terapie di coppia a base di uomini dal corpo statuario, ma senza risultati. Si sfoga spesso al telefono con la madre – chiamata da lui “suocervrinzi” – augurando al marito le peggiori cose pur di toglierselo di mezzo, ma per sua sfortuna se lo ritrova sempre davanti.

Patatini è la rappresentazione vivente del fatto che gli errori di valutazione, a volte, li paghi a caro prezzo.