Archivio tag: disadattati

La legge sui matrimoni di (s)convenienza

la legge dei disadattati

Dan8: Voglio sposare un petroliere.

Ale: Per farti mantenere?

Dan8: Sì. Poi sicuramente, il giorno dopo le nozze, il pianeta passerà alle auto elettriche. E sarò comunque alla Caritas.

keep calm & insert coin

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Driiiiin Driiiiin
– Pronto?
– Ciao Dani, come stai?
– Assonnato ma, credo, ancora vivo. Tu?
– Idem. Senti, puoi prenderti una pausa caffè?
– Oddio, fammici pensare… ho diversi lavori da ultimare, scadenze a breve…
– Sono giorni che non ci vediamo e non ci concediamo una pausa per fare quattro chiacchiere. Dai!
– E va bene, vada per il caffè.

Scegliamo un bar a metà strada per ottimizzare i tempi. Ci salutiamo con due baci sulle guance per poi specchiarci l’uno nella faccia dell’altra, analizzando oggettivamente il nostro stato: pallore, occhiaie ed espressione vacua.
– Cosa prendi, Dani? Un cappuccino?
– … ehm…
– … sì, hai ragione, non c’allarghiamo. Due caffè.

Ci sediamo al bancone, il massimo del risparmio. Non fraintendeteci, siamo tutto fuorché spilorci, ma facciamo parte della “generazione a gettoni”, quella massa enorme di professionisti sminuiti e, soprattutto, sottopagati.
La barista ci accoglie con un sorriso smagliante e prende le ordinazioni con allegria. Non possiamo fare a meno di notare il barattolo per le mance che troneggia sul bancone. Siamo sicuri che il suo contenuto sia di gran lunga superiore alla somma dei guadagni mensili di me e Daniele messi insieme.
Arrivano i caffè e la ragazza tenta una conversazione allegra con me e il mio compagno di sventure.
– Bella giornata, vero?
– Eh sì.
– Vi vedo palliducci, non siete ancora andati al mare?
– Ehm, no…
– Io ci vado nei giorni liberi. Ci vuole un po’ di sole e di relax!
– Già.
– Ma voi cosa fate nella vita?

Questa è la terribile domanda che Daniele e io temiamo più della morte. Dopo anni e anni, questo rito si ripete con la stessa prevedibilità e drammaticità. Non se ne esce mai, non c’è modo di evitare l’inevitabile impatto con l’ennesima frustante, umiliante, triste e degradante osservazione che seguirà la risposta che daremo. Ci facciamo coraggio, prendiamo una boccata d’aria e poi, tutto d’un fiato, rispondiamo a turno…
– Io disegno.
– Io scrivo.
– …
– …
– …
– Figo!
– … ehm…
– … grazie!
– …
– …
– Sì, ma che lavoro fate?

Come volevasi dimostrare. Il copione si ripete. Veniamo salvati in calcio d’angolo da un avventore che in quel momento ordina uno spumantino per brindare con gli amici l’inizio delle ferie. La barista si unisce al brindisi, gentilmente offerto dal tizio festante.

– Cosa sono le ferie, Ale?
– Ma perché esistono ancora?
– A quanto pare sì…
– Pensavo fosse una parola antica, obsoleta come, non so, “proletariato”. Ha un che di desueto.
– Sicuramente è qualcosa che non ci riguarda. Non possiamo permetterci manco un tuffo in piscina.
– Vabbè… cambiamo discorso. Come ti vanno le cose?
– Al solito, uno schifo. In questi giorni poi non ti dico che bellezza!
– Come mai?
– Sto lavorando a un logo per uno scopino del cesso, pensa te. Mi hanno detto che deve essere accattivante. Uno scopino del cesso. Accattivante. Ti rendi conto? Ma il top è il compenso: 15 euro! Hanno detto che tanto si tratta di uno schizzo a matita.
– Per caso stai parlando della Intasa Service?
– Sì, come la conosci?
– Uh, guarda, tempo fa ho collaborato con loro. Mi hanno chiesto un articolo promozionale per dei clienti cinesi. Io ho detto ok e loro “beh, se puoi trovare il modo di tradurlo in cinese, sarebbe meglio”.
– Non ci credo…
– Sì! Ovviamente ho fatto loro notare che non conoscevo il cinese, allora mi hanno detto che mi avrebbero pagato meno di quanto pattuito perché dovevano cercare un traduttore. E dire che già mi davano una miseria.
– La solita storia. Ti hanno detto che c’è tanta gente disposta a fare quel lavoro anche a meno?
– Certo! E hanno pure aggiunto che tanto è un lavoretto da 5 minuti. 5 minuti. 5 MINUTI!!!!
– Come no! E allora fatevelo voi!
– Come disse una mia amica anni fa… “prego, mettersi a 90 e inserire il gettone”.

Driiiiin Driiiiiin
– Ale, il telefono! Non rispondi?
– Ho il terrore, sicuro sono rogne.
– Magari è per lavoro. Puoi guadagnare qualche prezioso euro!
– Non sarà un po’ troppo? Vabbè, facciamoci coraggio… Pronto? Salve… sì, mi ricordo… come dice? Un nuovo articolo? Eh, va bene, di che si tratta? … ah capisco… entro quando? Ah… va bene…

Click. La chiamata si chiude, nel mentre Daniele ha controllato la posta elettronica dal cellulare.
– Dani, devo andare. Mi hanno chiesto un articolo sulla storia degli ostrogoti per un sito web che funziona come i Bignami.
– Beh, dai, sembra interessante…
– Ehhh! Devo sintetizzare in 1000 battute, consegnarlo entro oggi pomeriggio e il tutto alla grandiosa somma di 9 euro!
– Che lusso! Se ti può consolare, a me hanno appena scritto che il colore marrone nel logo non è gradito perché potrebbe ricordare le feci. Beh, in effetti chissà a cosa serve uno scopino del cesso!

Così, mentre l’ultima goccia di quella misera tazza di caffè veniva trangugiata e il conto di 2 euro pagato, i nostri sfigati eroi si salutano mestamente davanti all’ingresso del locale. Tirando calci a palloni virtuali, prendono la via del ritorno. Rigorosamente a piedi perché l’autobus costerebbe troppi “5 minuti”…