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Colapesce – Anche oggi si dorme domani

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Capita anche a noi disadattati di avere momenti in cui l’ironia si trasforma in amarezza. Fortunatamente, però, è solo una delle emozioni che proviamo quando ascoltiamo questo brano di Colapesce, una di quelle canzoni che potrebbe rappresentare tranquillamente un’intera generazione.

Ma chi è Colapesce? All’anagrafe Lorenzo Urciullo, è uno dei cantautori più interessanti del panorama musicale italiano. Due dischi all’attivo, una Targa Tenco 2012 come migliore opera prima proprio con il suo disco d’esordio e alcune collaborazioni interessanti, tra cui Roy Paci e il duetto con Meg.

Tratto da “Un meraviglioso declino” – album d’esordio del cantautore siciliano – il pezzo è un manifesto amaro di una generazione di trentenni dove la parola ‘vuoto’ ricorre spesso. Vuoto di speranza, vuoto di prospettiva, vuoto di ideali.

Un fotogramma del videoclip

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Smontando il sipario: il teatro oltre i luoghi comuni

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Il gran teatro La Fenice di Venezia. (foto: Wikipedia)

Chiudete gli occhi e cercate di immaginare una sera a teatro. Fatto?
La vostra mentre avrà probabilmente prodotto immagini che sanno di naftalina: vecchie signore impellicciate con monocoli o uomini, barba e baffi bianchi, che discutono di finanza e della prossima battuta di caccia alla volpe. Tutto legittimo, per carità: la nostra idea di teatro è indissolubilmente e inspiegabilmente legata alla ricchezza, all’alta borghesia, alla puzza sotto il naso.

Dico inspiegabilmente perché, quando si leggono i testi dei più antichi autori di opere teatrali ed in particolare di commedie, sono frequenti i riferimenti ad un pubblico molto numeroso e variegato per classe sociale, che esprime rumorosamente il proprio apprezzamento e il proprio dissenso e che partecipa attivamente allo spettacolo a cui sta assistendo: praticamente un pubblico degno di “Uomini e donne”.

La centralità che il teatro assume nell’antichità vuol dire, tra l’altro, che i nostri antenati avevano capito qualcosa che a noi, ormai, sfugge: il teatro sa di uomo, parla di noi, ci conosce, scandaglia i nostri sentimenti, mette in scena i nostri pensieri, le nostre paure e ce le sbatte quasi in faccia grazie a quel retrogusto di verità che dal palcoscenico – sia ben inteso, calcato da bravi attori che recitano un ottimo testo – giunge diretto ai sensi di chi assiste. Continua a leggere