Archivio tag: cinismo

La signora Conad

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Il disagio si vede dal mattino. O dal marito. Se c’è una donna che può rappresentare il disagio matrimoniale, quella è la signora Conad.

Questa povera donna è inspiegabilmente sposata con un essere dall’aria placida, con il sorriso perennemente accennato sul volto e un’espressione mite che scatena il criminale che riposa in ognuno di noi.

Lui, il serafico, a tutte le ore e in ogni momento in cui sono insieme, le parla solo della frutta, della verdura e dei vari prodotti in offerta al supermercato che gestisce.

Voi la vedete lì, questa poraccia, con una sottana discreta mentre si prepara per andare a letto nella speranza di essere ravanata oltre quel velo di seta… e lui che fa? Le parla della carne in offerta. L’alienazione. Continua a leggere

Dawson Leery

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Se scrivo “arouarueuit” cosa vi viene in mente? Chiaramente la sigla di Dawson’s Creek, teen drama statunitense di grande successo girato tra la fine degli anni 90 e gli inizi del millennio. Protagonisti della serie tv sono Dawson Leery e il suo gruppetto di amici, residenti tutti a Capeside, una cittadina immaginaria della provincia nord-est degli Stati Uniti.

Dawson è un ragazzotto che passa i giorni della sua adolescenza a guardare film con la sua amichetta del cuore, Joey la petulante. Quest’ultima, dopo anni passati a fargli compagnia, scopre che vuole qualcosa di più dalla vita, in modo particolare vorrebbe scoprire gli ormoni con Dawson. Ma lui niente, non capisce e lei inizia a stufarsi. Continua a leggere

Andrea Zuckerman di Beverly Hills 90210

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Di Beverly Hills 90210 abbiamo già parlato nei nostri ringraziamenti speciali. I giovani rampolli californiani sono stati parte integrante della nostra adolescenza, facendoci sentire ancora più sfigati di quanto già non fossimo. Ma c’è un personaggio di quel cast che merita l’ingresso nella nostra galleria di disadattati. Stiamo parlando di Andrea Zuckerman.

Andrea è una giovane ragazza ebrea… oddio, un attimo, giovane… che parolona! Se gli attori di BH90210 viaggiavano, nella realtà, intorno ai trenta anni spacciandosi nel telefilm per adolescenti, lei di anni ne dimostrava almeno quaranta. Continua a leggere

Carol Beer

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Tra tutti i personaggi disadattati della nostra galleria, quella che vince a mani basse il premio come peggior misantropa della storia dell’umanità è sicuramente lei: Carol Beer.

Carol è il personaggio più riuscito della serie televisiva ‘Little Britain. Donna inglese di mezza età, cinica, sprezzante, asettica, non ha alcun interesse a essere gentile o a rendersi simpatica a qualcuno, ma gode quando fa qualcosa di sottilmente cattivo per gli altri.

Cambia lavoro diverse volte: dalla banca alla reception di un ospedale, ma il meglio lo regala come agente viaggi dove offre soluzioni assurde come il campeggio in Siberia, una stanza nel grattacielo del film ‘L’inferno di cristallo’ o un giro a Kabul solo andata. Indimenticabile anche la sua esperienza come accompagnatrice turistica in Spagna.

Non sorride mai, non le interessa minimamente di essere d’aiuto al prossimo, ha l’abitudine di tossire in faccia alla gente per dispetto, solleva le spalle con noncuranza, è sgarbata, scorbutica e se il mondo prendesse fuoco da un momento all’altro a lei non importerebbe nulla.

Indifferente a tutto, Carol non fa la stronza. Ci è. Prova un sadico piacere quando, dopo aver pigiato i tasti sul suo pc a fronte di una richiesta da parte dei clienti, può gustarsi la delusione sui loro volti mentre pronuncia la frase che la caratterizza: “computer says no.

C’è un po’ di Carol Beer in ognuno di noi. La misantropia non è mai stata così adorabile.

Gli stagisti di Boris

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Chi di voi non conosce la serie televisiva Boris? Se qualcuno ha risposto “io“, rimedi immediatamente! Non è pensabile, neanche lontanamente, per gli amanti del cinismo e del sarcasmo, non conoscere questa perla televisiva.

Noi disadattati, manco a dirlo, l’abbiamo amata fin dalla prima puntata e nei momenti peggiori la rispolveriamo sempre. La risata è garantita.

Protagonista della serie è una troupe televisiva costretta a girare una fiction che può essere riassunta con una sola parola: nammerda! Ogni personaggio, invece, può essere classificato, in misura diversa, con un’unica etichetta: ‘no stronzo!

Sintetizzato Boris ai minimi termini, procediamo a presentarvi due elementi che svolgono il ruolo dei disadattati totali: Alessandro (lo stagista) e Lorenzo (lo stagista… schiavo).

Se il primo è la rappresentazione di ognuno di noi nella giungla lavorativa contemporanea, l’altro è la sua versione da “campi di cotone americani”.

Alessandro è un ragazzo squattrinato che entra nello staff con il ruolo di factotum. René, il regista, non ricorda mai il suo nome, mentre tutto il resto della troupe lo riempie di ordini e cose da fare. Si innamorerà di Arianna, l’aiuto regista, ma manco a dirlo ne dovrà passare di cotte e di crude.

Lorenzo è un uomo che ama il suo lavoro e vorrebbe farlo al meglio, ma il massimo che ottiene è un nomignolo affettuoso da parte di Biascica, suo diretto superiore che lo chiama (e lo mena) a suon di “‘ammerda!”. Successivamente avrà anche i suoi momenti di riscatto, ma noi vogliamo ricordarlo così, a quel livello di schiavitù a cui prima o poi giungeremo davvero.

Alessandro e Lorenzo, due come noi.