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Le dure leggi dei troll

C’è stato un tempo in cui internet era frequentato da poche persone. Per tutto il resto dell’umanità quelle persone erano definite sfigate e, talvolta, subivano sfottò e perculamenti anche pesanti. Poi internet è diventato fenomeno di massa e quel resto dell’umanità tanto simpatico si è riversato sui social senza un minimo di rodaggio, di conoscenza delle regole fondamentali per un uso sano degli strumenti in questione. Il risultato è presto detto.

Per noi disadattati cresciuti a modem 56k e netiquette, questa convivenza internettiana è stata una ventata di simpatia come l’invasione delle cavallette. Proprio quelle persone che fino all’altroieri ci chiamavano sfigati ora urlano e sbraitano sui social, condividendo fake news con la bava alla bocca, insultando chiunque capiti a tiro, andando fuori tema in qualsiasi discussione, esprimendosi con rabbia e prepotenza in ogni occasione.

Sono ovunque. Sanno tutto, commentano tutto, hanno un’opinione precisa su tutto. Inutile discutere con loro, non avete speranza. Che parliate di scienza, di medicina, di uncinetto o di oroscopo, loro ne sapranno più di voi. Sempre. E avranno sempre da ridire su tutto. Su un programma tv, sulla politica, sulla missione spaziale, sul vestito della vicina, sul tempo che non è più quello di una volta.

Molti di loro sono andati anche oltre la laurea all’università della vita e dell’esistenza, hanno superato ogni esame in tuttologia, prendendo la specializzazione al corso “Troll d’assalto senza censura”. Anni e anni di gavetta ed esperienza sul campo, di polemiche applicate in qualsiasi momento. A loro non la si fa!

Per cui dimenticate la netiquette, dimenticate l’educazione, il rispetto, il quieto vivere, la competenza sugli argomenti. Vi scoveranno e vi insulteranno. Vi diranno che non capite niente, dall’alto della loro conoscenza acquisita sui siti di fake news o sul sentito dire o su “è sotto gli occhi di tutti”.

Il troll ha le ragioni che la ragione non conosce. Nel senso che logica e raziocinio non sono pervenute. Per il troll c’è un complotto e una lobby per ogni cosa. Anche dentro di voi. Ma non pensate minimamente che essere troll sia facile. Tocca applicarsi, tocca strillà per essere un troll certificato. Noi abbiamo provato a capire questa sublime arte contemporanea, abbiamo provato a decodificarla e a rendere comprensibili le dure regole che la caratterizzano. Il risultato è un misto tra una canzone degli 883 e la legge di Murphy.

Sono intorno a noi, sono in mezzo a noi, ci hanno invaso. Non c’è muro o regola che tenga. No, non sono gli immigrati. Sono i troll. Uno sporco finto mestiere. Ma qualcuno pare debba proprio farlo.

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