Colapesce – Anche oggi si dorme domani

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Capita anche a noi disadattati di avere momenti in cui l’ironia si trasforma in amarezza. Fortunatamente, però, è solo una delle emozioni che proviamo quando ascoltiamo questo brano di Colapesce, una di quelle canzoni che potrebbe rappresentare tranquillamente un’intera generazione.

Ma chi è Colapesce? All’anagrafe Lorenzo Urciullo, è uno dei cantautori più interessanti del panorama musicale italiano. Due dischi all’attivo, una Targa Tenco 2012 come migliore opera prima proprio con il suo disco d’esordio e alcune collaborazioni interessanti, tra cui Roy Paci e il duetto con Meg.

Tratto da “Un meraviglioso declino” – album d’esordio del cantautore siciliano – il pezzo è un manifesto amaro di una generazione di trentenni dove la parola ‘vuoto’ ricorre spesso. Vuoto di speranza, vuoto di prospettiva, vuoto di ideali.

Un fotogramma del videoclip

A 30 anni si fanno i primi veri bilanci sulla propria vita su ciò che si ha, su ciò che si è perso, confrontandosi con la generazione dei propri genitori. Quando poi, a conti fatti, è più quello che manca, allora l’amarezza invade l’animo e sfocia in un sarcasmo che, molto spesso, è solo l’ennesima tendenza alla lamentela. Lamentela che, attualizzata, si riversa sui social dove spesso si condivide quel nulla che, stranamente, dà una sorta di apparente pace.

Qui però non ci sono sconti né scusanti né semplici accuse a fattori esterni. Emerge anche altro: le prospettive che cambiano insieme alle convinzioni, spegnendo lo spirito rivoluzionario di gioventù “cerca la verità (…) nelle vetrine che un tempo volevi incendiare” e l’invito a prendere comunque per mano la propria vita, indipendentemente da ciò che ci è stato lasciato in eredità da chi ci ha preceduto.

È anche per questo che sentiamo questa canzone parte di noi, perché riassume un po’ quelle speranze disilluse, il vuoto, la frustrazione ma, al tempo stesso, non ci assolve dalla responsabilità e dal continuare a lottare per far sì che quel turno che prima o poi arriverà arrivi davvero.

Lorenzo lo dice cantando, noi lo ribadiamo in questo blog.

 

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